3 dicembre 2008

Agenzie Fiscali: il terremoto della riorganizzazione!

La legge 133 di Brunetta aveva posto dei vincoli per la riduzione delle posizioni dirigenziali nelle amministrazioni pubbliche e di conseguenza nelle Agenzie Fiscali. Nessuno però immaginava che, con tanta celerità e nei limiti temporali della legge (30 novembre), avrebbe avuto ricadute così pesanti sulle Agenzie. Non si tratta, infatti, di una semplice riduzione delle poltrone dirigenziali,come sembrava, ma di una riduzione forte degli organici, una rivisitazione alribasso delle competenze e delle funzioni di queste amministrazioni, unadefinitiva messa in mora della lotta all222evasione fiscale. Il tutto senza avere unprogetto coerente ed organico, ma, come al solito, navigando a vista. Ci troviamo, quindi, con una trasformazione delle Direzioni Regionali delle Dogane che nellamaggioranza diventano interregionali, con la creazione dei distretti regionali e interregionali, di supporto agli uffici delle Dogane. Poi, con una riduzione secca della pianta organica teorica dell'Agenzia del Territorio che passa da 12.270 a 11.138 addetti e di quella dell'Agenzia delle Entrate che passa da 43.301 a 37.960 (con una riduzione addirittura superiore al 10% prevista dalla Legge 133).E inoltre, per quest'ultima, la grave contraddizione: la creazione di 106 nuoviuffici, le direzioni provinciali, in cui verrà accentrato l'accertamento e ilcontrollo, relegando ciò che rimarrà degli attuali uffici locali all'assistenza al contribuente e a lavorazioni minori, non strategiche, e in contemporanea retrocedendo in IV fascia 47 uffici e 20 aree di altri, con un immaginabilespreco di risorse e di costi aggiuntivi! Insomma, si introduce una incomprensibile scissione tra l'area controllo e quella servizi, laddove i successi della lotta all'evasione si spiegano anche nella sinergia tra le due aree. Ma forse l'obiettivo è proprio depotenziare l'attività di contrasto all'evasione. Consistenti anche le modifiche negli Uffici Centrali dell'Agenzia delle Entrate dove la riorganizzazione impatta pesantemente (soprattutto nella riorganizzazione della Direzione Centrale Accertamento) trasferendo uffici da una Direzione all'altra, creando nuovi uffici, sopprimendone alcuni ed accorpandone altri. Insomma, dietro la reticenza dell'Amministrazione a fornire informazioni dettagliate sui reali contenuti della riorganizzazione, si celava un vero e proprio terremoto. Inutile dire che questa operazione di ingegneria amministrativa, potrebbe innestare a breve pericolosi processi di mobilità e di deportazione del personale, provocher340 una confusione ancora maggiore nel modello dilavoro che passa improvvisamente dall222integrazione, dalla polifunzionalitàa tutti i costi, dal mix di funzioni e processi, alla specializzazione tout court di uffici, aree, settori, competenze, tipologie di contribuenti ecc.E avviandosi questa gigantesca spaventosa riorganizzazione, che rimettetutto in discussione, si favorisce drammaticamente l222evasione e l'elusionefiscale e purtroppo non si dà nessuna garanzia ai lavoratori sullamobilità, sul salario, su quello accessorio, sui contratti, sulle mansioni,sulla riqualificazione e sulla formazione. Insomma, come al solito l'Amministrazione ragiona come se gli uffici fossero composti da stanze e suppellettili e non da personale che vi lavora quotidianamente, ed al quale dovrebbe essere garantito un orizzonte formativo, professionale e salariale dai contorni chiari e precisi. L'avevamo detto e lo ribadiamo ancora: le Agenzie Fiscali evidentemente hanno dato fastidio al sistema imprese, alle banche, alle rendite e alla speculazione finanziaria, diretta emanazione di questo governo. Marginalizzarle con questa riorganizzazione è l'obiettivo.Contrari come siamo a qualsiasi smantellamento di amministrazioni e funzioni pubbliche crediamo che l'opposizione del personale finanziario debba trovare un momento unitario nello sciopero generale del 12 dicembre.